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ON/BEYOND - Il colore dentro e fuori

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Sulla pelle e oltre, nella mente, il colore passa dai pori e contamina, creando suggestioni e visioni. Sogni e sguardi si intrecciano creando mutevoli cromatismi. On/Beyond Il colore dentro e fuori – è un progetto del collettivo artistico Angina Factory’s, che propone un confronto fra le fotografie digitali di Santaconiglia Photography e gli acrilici su pvc di Manu Zuccarotta. La mostra è in esposizione al Dynamo dall’1 al 14 aprile 2010.

Angina Factory’s è un collettivo artistico indipendente, nato nel 2004, con l'obiettivo di creare un substrato dinamico che colleghi numerose realtà artistiche diverse. Alla base vi è la consapevolezza che la collaborazione permette il superamento di oggettivi limiti e la realizzazione concreta di progetti. In questa occasione Angina’s Factory promuove le opere, diverse nella tecnica, ma in serrato dialogo fra loro, di due giovani artiste e sperimentatrici: Manu Zuccarotta e Santaconiglia Photography.

Manu Zuccarotta è pittrice e batterista, che sviluppa fin da giovanissima una forte passione per la musica e per le arti visive. Esordisce come dj radiofonica nel 2000, per poi diventare la batterista del gruppo Sick Dogs. Nel campo delle arti visive si accosta inizialmente alla space art e all'aerosol art. Oggi si dedica principalmente all'acrilico su tela e all'acrilico su pvc, tecnica con la quale sono eseguite le opere in esposizione.

Chiara Gandolfi, in arte Santaconiglia Photography, esordisce in campo artistico come bassista, collaborando con il gruppo Pout Pourry, per poi dedicarsi totalmente alle arti visive, nello specifico alla fotografia. Predilige una fotografia sanguigna ma curata nei dettagli, che esprime emozioni nette e realistiche e che ricerca modelli non convenzionali.

INAUGURAZIONE GIOVEDI' 1 APRILE ORE 21

 

VOLTI da VIVERE

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Volti da esplorare, da percorrere, da scoprire. Come in un viaggio attraverso terre sconosciute, nuove, affascinanti. Una serie di vividi ritratti del pittore Fabio Borra è in esposizione al Dynamo dal 18 al 31 marzo 2010.

"Il vero viaggio di scoperta, scrive Proust, “non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi". Fabio Borra sceglie questa citazione per riassumere con poche pregnanti parole il senso della sua personale riflessione sulla realtà. Non è di viaggio che parlano i suoi dipinti, i cui soggetti sono quasi esclusivamente ritratti. Primi piani. Ma, al pari di un viaggio, i volti catturati dal pennello di Fabio sono degli strumenti di scoperta. Dei tramiti per raggiungere quello che di più vero si nasconde dietro le apparenze della realtà.

Volti pensosi, sguardi profondi, lineamenti espressivi. Tracce di un’esistenza intensa, permeati dalle cicatrici dei ricordi o pervasi dall’innocenza dei sentimenti. È questo l’affascinante cammino intrapreso da Borra nella sua personale esplorazione del mondo pittorico. Autodidatta appassionato, Fabio – pittore, scultore e fotografo milanese – dà forma e colore alle sue riflessioni e impressioni sul tema dell’identità umana, attraverso una ricerca e un percorso artistico che si distinguono per la grande freschezza e spontaneità.

INAUGURAZIONE GIOVEDI' 18 MARZO ORE 21

 

APPARENZE E MUTAZIONI METROPOLITANE

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happy_hour_90x58La trasformazione del contesto metropolitano – e degli individui che ne fanno parte – è il tema ricorrente dei lavori di Silvano Spelta, pittore dalla solida formazione accademica e acuto osservatore della realtà che lo circonda. Milano, sua città d’adozione, è sempre sullo sfondo. Perché le mutazioni sociali e ambientali, in rapida accelerazione negli ultimi decenni, appaiono particolarmente evidenti nelle grandi metropoli. Le opere di Silvano Spelta sono in esposizione al Dynamo dal 4 al 17 marzo 2010.

In occasione dell’inaugurazione della mostra, giovedì 4 marzo, è in programma un’esibizione live del quintetto jazz Light Quintet, a partire dalle ore 21.

“Osservo la grande città, là dove c’è il cuore, il centro, dove è sicuramente più probabile recepire le novità, il movimento. E mi accorgo che è in atto una complessa trasformazione nella quale siamo tutti coinvolti o travolti, partecipi o esclusi, attori o addirittura vittime”. Con queste parole Silvano descrive il senso delle opere che propone al Dynamo. La realtà si muove velocemente e il suo fluire è continuo, privo di cesure e di pause. Per evitare di essere travolti da tale flusso, ogni individuo deve “attrezzarsi per galleggiare”. Deve imparare quindi a farne parte e ad assecondare la corrente, ma sempre mantenendo alto il livello della consapevolezza e dell’attenzione.

Alla tematica della mutazione si lega strettamente quella dell’apparenza. Personaggi dai volti inespressivi, dalla superficie quasi di specchio, popolano le opere di Silvano. A dare un carattere all’umanità da lui rappresentata sono solo gli abiti, sfoggiati con una fierezza che nasconde una grande insicurezza interiore. E una profonda crisi d’identità. E’ la denuncia di Silvano contro “il vuoto che sta dietro alle patine di plastica delle milanodabere e delle viedellaspiga, alle teche eccessive del lusso e del glamour, in questa nostra città (in questo nostro mondo) di valori distorti e infondati”.

INAUGURAZIONE GIOVEDI' 4 MARZO ORE 21

 

JAZZ COLOURS

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claudio_fasoli_lowDedicate ai grandi protagonisti della musica jazz, le tele acriliche di Diego Patrian indagano il profondo legame emozionale fra musica e pittura. La mostra Jazz Colours è in esposizione al Dynamo dal 19 febbraio al 3 marzo 2010.

Artista visuale per professione e musicista per passione, Diego Patrian si avvicina al pianoforte e al mondo della musica all’età di otto anni. La familiarità con il linguaggio degli spartiti stimola spesso le sue creazioni pittoriche, ma è soprattutto la continua scoperta delle infinite possibilità di comunicazione tra le due sfere, della musica e della pittura, a stimolare la sua creatività e la sua ricerca. Dedicata al mondo del jazz è l’ultima serie di opere acriliche su tela del giovane autore, dalla solida formazione artistica. Armstrong, Charles, Evan, Petrucciani sono alcuni dei grandi interpreti della storia del jazz, immortalati da Patrian attraverso l’uso di colori contrastanti, stesure piatte e sature e accostamento di complementari. L’obiettivo di Diego è quello di evocare, in una sinestetica metafora, il suoni, i timbri e il ritmo di un brano jazz, con i suoi stridori e i suoi silenzi, le sue asprezze e le sue armonie. I colori si trasformano in suoni e i tratti rimandano alla notazione musicale. Gli sfondi, soprattutto, eseguiti attraverso pennellate piccole, veloci ma minuziose, si presentano come dei veri e propri spartiti, dai quali emergono potentemente le figure degli interpreti. E insieme a loro la musica che stanno suonando, nonché la passione e il coinvolgimento emozionale, tipici dell’artista durante la performance.

I colori si trasformano in suoni e i tratti rimandano alla notazione musicale. Gli sfondi, soprattutto, eseguiti attraverso pennellate piccole, veloci ma minuziose, si presentano come dei veri e propri spartiti, dai quali emergono potentemente le figure degli interpreti. E insieme a loro la musica che stanno suonando, nonché la passione e il coinvolgimento emozionale, tipici dell’artista durante la performance.

INAUGURAZIONE VENERDI' 19 FEBBRAIO ORE 21

 

DI(S)SETA L'ANIMA

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La seta come metafora dell’animo femminile. E l’atto di dissetarsi come metafora dell’arte. I dipinti di Marta Pegoraro, acrilici su tela in un incisivo bianco e nero, si raccolgono attorno a queste due intuizioni dal forte sentore di poesia. La mostra è in esposizione al Dynamo dal 21 gennaio al 18 febbraio 2010.

Restituire un’immagine visiva di qualcosa di impalpabile, di incorporeo. Catturare sulla tela la fuggevolezza di un pensiero e la mutevolezza di un riflesso di luce. E’ questa la sfida che Marta Pegoraro lancia a se stessa, proponendosi di rappresentare, attraverso la pittura, l’interiorità femminile. La trama di cui è composta l’anima è fitta, complessa e preziosa, come quella della seta, un tessuto raffinato ed elegante, che spesso fa dimenticare di essere il frutto del meticoloso e armonioso lavoro della natura. E’ la natura a donare alla seta le sue linee perfette, la sua leggerezza impalpabile, l’incredibile piacevolezza che produce al tatto. Allo stesso modo è la natura a determinare la trama dell’animo umano. Consapevolezza, questa, spesso sepolta dalle inevitabili sovrastrutture artificiali che il mondo contemporaneo impone.

Così come il corpo, anche l’anima ha bisogno di sfamarsi e di dissetarsi, di ritrovare i propri momenti di libertà. E questo, sostiene Marta, è esattamente il compito dell’arte. L’arte è una vera e propria fonte, che genera un flusso d’acqua carico di istinti e di emozioni comuni a tutto il genere umano. Il desiderio di bere ricorda a noi stessi quanto la condizione umana non possa prescindere dalle necessità istintive della nostra sfera biologica. E l’espressione artistica è il mezzo attraverso il quale l’uomo dà oggi voce ai propri desideri ancestrali e naturali. È una sollecitazione a liberare la nostra pelle dalle inutili corazze di plastica, il nostro animo dall’eccesso di orpelli, e lo spazio intorno a noi dall’accumulo di oggetti artificiali e superflui. Solo così potremo reimparare ad ascoltare la voce della nostra anima. Una voce leggera come seta e trasparente come l’acqua.

I dipinti di Marta Pegoraro, giovane pittrice laureata all’Accademia di Belle Arti di Venezia, sono tutti realizzati in bianco e nero. L’obiettivo è quello di evocare epoche passate, luci e profumi che le nuove generazioni, cresciute in una sterile rincorsa alla tecnologia e allo sviluppo, non hanno mai conosciuto.

INAUGURAZIONE GIOVEDI' 21 GENNAIO ORE 21 .

 
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